Le donne mulo del Marocco

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Ciao Umani!

Il post di oggi è dedicato alle cosiddette donne mulo del Marocco.

Tutto ha luogo a Ceuta e Melilla, due città autonome spagnole situate in territorio marocchino. A dividere il confine di queste due città, con la restante terra marocchina, ci pensano le barriere di separazione, fatte col filo spinato e circondate da poliziotti.

Ogni mattina il rituale è lo stesso. Circa 10.000 donne marocchine attraversano la frontiera spagnola, cariche di merce di ogni tipo, nascosta all’interno dei loro corpi. Trasportano di tutto, vestiti di seconda mano, scarpe, coperte, stoffe, pacchetti di patatine, carta igienica, articoli per la casa e persino alcoolici e pacchetti di sigarette.

Perché fanno tutto questo?

La merce trasportata addosso non è considerata bagaglio, quindi esente da dazi doganali. È così che si guadagnano da vivere. Per ogni viaggio compiuto ricevono circa 3 euro e più viaggi fanno, più guadagnano.

Con la schiena piegata, queste donne riescono a trasportare circa 70 kg di peso per ogni tragitto percorso, compiendo di media tre viaggi al giorno. Se facciamo un piccolo calcolo 3 viaggi al dì x 70 kg di peso caricato addosso, sono circa 210 kg di merce trasportata sulla loro schiena, per un guadagno totale di circa 10 euro al giorno.

Ecco perché sono chiamate donne mulo. Sono donne di famiglia, che spesso hanno mariti e figli da mantenere. A quanto pare i poliziotti di queste dogane non svolgono il loro dovere. Tutti i giorni non chiudono un occhio per non vederle, ma tutti e due.

Dall’altra parte della dogana vi sono innumerevoli furgoncini bianchi che caricano la merce trasportata dalle donne per poi distribuirla ai piccoli e grandi commercianti delle città di Ceuta e Melilla.

Un vero e proprio mercato del contrabbando, fatto a cielo aperto, dove nessuno sembra vedere e sentire niente, facendo passare per normalità lo sfruttamento.

Per rendervi conto di ciò che accade vi posto il seguente video:

La vostra Pog

Photo credit: Fernando del Berro per BBC


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