Disoccupazione giovanile al 41,6%. Una triste realtà tutta italiana

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Cresce la disoccupazione giovanileCiao umani!

Continua a crescere il tasso di disoccupazione dei giovani in Italia. Ad oggi, secondo Istat, la disoccupazione giovanile ha raggiunto il 41,6%, aumentando di 0.2% rispetto ai dati di ottobre 2013. Una percentuale così alta di disoccupazione non si verificava dal 1977.

Sono statistiche che lasciano basiti e fanno riflettere. Tanti giovani italiani, oramai rassegnati dalla realtà, hanno persino smesso di cercare un impiego. Molti di loro sono laureati, altri diplomati  e tutti con capacità fisiche e mentali giuste per poter svolgere ogni tipo di lavoro. Sono brillanti, pieni di forza, negli anni migliori della propria vita ed, invece, si sentono il contrario di tutto ciò che ho appena detto. Tutto questo per colpa del brutto periodo e realtà che devono affrontare.

Vorrei dividere i giovani d’oggi in tre grandi categorie o gruppi.

Nel primo gruppo ci sono coloro che hanno un impiego e, anche se con tanta fatica e sacrificio, riescono a lavorare, guadagnare ed andare avanti. Devo dire che, per il periodo nel quale viviamo, questa nicchia di giovani deve sentirsi molto fortunata. Non ho niente da aggiungere per quanto riguarda questo primo gruppo.

Vorrei soffermarmi, invece, sul secondo gruppo all’interno del quale vi sono ben 659.000 giovani (dato Istat). Qui raggruppo tutti quei giovani che hanno studiato, faticato, speso tempo, energia e denaro per avere un’istruzione, si sono laureati, hanno finito e adesso? Adesso il vuoto. Non fanno altro che mandare curriculum da tutte le parti, non solo nell’ambito per il quale hanno studiato ma persino da McDonald’s e indovinato un po’, non vengono assunti neppure lì. Non che io abbia qualcosa contro coloro che lavorano al McDonald’s, anzi, è un lavoro come tutti gli altri. Solo che dispiace, dispiace vedere una mente brillante non utilizzata e ripagata per tutti gli sforzi che ha dovuto affrontare per diventare tale. Dispiace vedere giovani meritevoli che, per una ragione o altra, non riescono a mostrare le proprie capacità.

I giovani d’oggi sono un po’ come delle macchine potenti, belle, nuove che state lasciando marcire in un vecchio garage, invece di utilizzarle al meglio.

disoccupazione giovani

Nel terzo gruppo vi sono i giovani sconfortati i quali un impiego non lo cercano più perché sicuri che non ci sia niente per loro, perché non lo troveranno o, addirittura, perché hanno perso la fiducia di credere nelle proprie capacità. Questi giovani sono le vere vittime di questa crisi economica. Vivono alla giornata, non si preoccupano più del futuro, di ciò che li aspetta e di come andranno avanti col trascorrere del tempo. Sono un po’ come delle persone andate in pensione in modo prematuro.

A questa categoria di giovani vorrei dire due piccole cose!

Se a voi non importa più della vostra persona figuriamoci se importate ai politici. E, inoltre, non lasciate che vi rubino i giorni migliori della vostra vita, non lasciate che vi rubino il futuro, la dignità, la speranza e l’esistenza.

Giovani di belle speranze, alzatevi e agite a testa alta e non smettete mai di credere nei propri sogni.

La vostra Pog

Photo credits: www.ansa.itwww.direttanews.it



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